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| Francesco Minniti |
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E' nato a Gissi (Chieti)il 6 dicembre 1962 vive e lavora a Chieti (residence "Elodea" viale Abruzzo, 221 - 66013 Chieti Scalo Italy - teL. 347.9545323 Ha esposto per la prima volta alla Trienale di Milano, ha esposto inoltre in personali e collettive in diverse gallerie in Italia e all'estero. I campi d'azione in cui Minniti si misura sono,la pittura, la ceramica, la scultura e la musica. Ha ricevuto diversi premi in Italia e all'estero ed ulteriori riconoscimenti, tra cui la "Fenespart" Federazione nazionale esperti e critici d'arte, Roma, Genova, Milano, Sanremo, Accademia
Internazionale "Greci Marino" titolo di Accademico del Verbano, citato nella stampa specializzata.Hanno scritto di lui; L.Tammaro, N. Cantarini, V. Abrami, G. Tuti, L. Madiani, M. Maozzi, M. Belgiovine, F. Ghetta, J Cottè, B. Caparbi, A. Pasolino, G. Angelier, Mario D'Alessandrro, Roberto Franco ed altri.
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| 关于此艺术家 |
Nerves “La fluidità del pensiero”
Francesco Minniti riconduce sul piano del linguaggio figurale un lavoro allo stesso tempo fisico e concettuale che, in prima istanza, vive nella immaterialità per riflettersi in una sorta di “tessitura” nutrita di materia pittorica. Direi che soprattutto, nella prima metà degli anni Novanta, il sistema ibrido (pittura e fotografia), e la manipolazione ha sostenuto alternativamente sui differenti registri combinatori una de-realtà; quella della fantasia proiettiva, in grado di indurre a nuove visioni comunicative, e raffigurazioni proprie della realtà. Tale consapevolezza sul piano dell’immagine, e soprattutto sul piano della riflessione, assume notevole importanza in quella “multivisione” della ricerca individuata nel bacino di internet. In tale direzione l’artista, in sintonia con il medium avanzato alla tecnologia, tocca i temi della tradizione paesaggistica alternativamente con la prassi manuale-artigianale, quanto alterata di cromatismi in rapporto ravvicinato al computer. Così piuttosto incline alla sperimentazione, in particolare con la fotografia digitale e col video, l’artista entra virtualmente in quel territorio misterioso e sospeso, che offre un’analoga dimensione ludica-fabulatoria protesa ad evocare con la susseguente trasposizione sulla tela, e sovrapposizioni ligie al pittoricismo, la libertà espressiva e immaginifica della natura.
Se fosse possibile sottolineare un confine del desiderio, sul fragile terreno della nostalgia, in rapporto alla visività delle opere si avvertirebbe l’ansia e l’insoddisfazione per il presente e la minaccia per il futuro. In ciò la possibilità di ritrovare tramite la fantasia, rassicuranti lidi identitari di memorie, ovvero procedere in una sorta di ricostruzione del reale, coltivando utopie che portano a incontrollabili desideri di purezza. Rintracciare elementi di vicinanza con altri artisti che operano in Italia, anche laddove si profila una prassi ricorrente alla figurazione, e sottolineature forti per l’utilizzo tecnologico, è forse opportuno ad introdurre una visione partecipata del reale su alcuni elementi strappati al flusso dinamico, e portati al plotter modulati sui diversi toni pittorici. La prima fase di ricerca sull’alterazione, nel rapporto con la macchina, e virtualmente autoritratta con lo scanner, permette a Minniti di selezionare e scegliere alcune parti o meglio micro-parti, che portino ad una pluralità di interpretazioni. Per lo più presenta cicli pittorici focalizzati essenzialmente sui luoghi immaginari, che più si prestano a tradurre la sua visione atemporale della e sulla natura. Sul piano di incontro-scontro tra pittura e riproduzione, la definizione di spazi cosmici stilisticamente connotati proiettano ad un territorio lontano definibile tra la memoria e il sogno, dove talvolta appaiono crateri e masse fluide indissolubilmente dell’universo, o, di chissà quale landa planetaria.
La Scena artistica italiana viene indicata, nel corso degli ultimi decenni, di moderno respiro internazionale; anche se culturalmente le radici identitarie del soggetto creatore, riconducono al livellamento invece che riscoprire il sentimento etico del genius loci: (le tensioni culturali delle più dirette esperienze, confermate nella distanza dalla cultura di massa). L’azione di Minniti conclude nella visione soggettiva e emozionata della realtà e trasfigura in ciò che figuralmente ritrae l’iniziale riconoscibilità del riferimento oggettivo dalla soggettiva astrazione del reale. Dunque il piano visivo e quello mentale intrecciano sul supporto-quadro con la precisione fotografica, e le materie gestuali-espressive arricchite di lirismo, e molteplicità di richiami alla natura con particolare attenzione agli “spazi” in cui si sviluppa. Possiamo sostenere che la sua arte, il suo linguaggio mediologico incrocia la scena contemporanea; in un determinato sussulto ludico, proprio della cultura artistica post-moderna. In tal senso egli estende dal microcosmo un sistema rizomatoso più ampio e iterattivo dello “spazio ideale” per la successiva traduzione estetica. Si vede, in questo modo, un differente punto di osservazione sulle diverse discipline che portano allo scambio formativo col chiaro interesse a realizzare e progettare un multilivello interdisciplinare e vitalizzante della contaminazione ibrida.
Davanti alla pura ambientazione, sulla quale si determina l’interpretazione poetica, che riveste l’opera virata nei colori fondamentali e rielaborata manualmente, una complessa e rigorosa ricerca determina in quelle proposte, alterate e ambigue, sottolineate più forti nella serie delle “Montagne” dalle gole profonde e irraggiungibili una scena sospensiva di eventi tragici. L’interesse è quello di evidenziare la tensione percettiva; che si ritrova in particolari ambientazioni, sullo sfondo astratto dai colori più acidi e aggressivi rimarcando forme inquiete di solitudine.
La modificazione della realtà presenta l’elaborazione immediatamente percepibile della “contraffazione” da cui prende forza l’alterazione del paesaggio - trasportato sulla tela e ridipinto - che avvicina all’idea nostalgica del “recupero” atmosferico e climatico ideale. Anche quando l’artista presenta le sue interpretazioni del Cosmo astrale, al quale si avvicina componendo microforme al computer, da riportare sulla tela, indaga sull’esistenza di mondi paralleli manipolando l’immagine ad approssimare zone dell’universo - inconoscibili.
Il (suo) desiderio, quello di Francesco Minniti o anche il nostro di tutti, si caratterizza nei lavori riprodotti in grande dimensione; dove l’esigenza di raggiungere la purezza da origine ad una sensazione di nostalgia per un tempo perduto. Così alcuni particolari, che più si evidenziano nel favolistico paesaggio, in cui si impone la naivetè del colore, che ritroviamo piacevolmente nei disegni dei bambini, sollecitano la nostra memoria riconducendo in nostro pensiero al tempo spensierato della nostra esistenza. Immagini legate alla percezione caratterizzano il lavoro creativo dai primi quadri ad olio, alle elaborazioni tecniche e alle sovrapitture - tangibili e palpabili di fisicità del colore - fitto di giochi d’ombra e corpose pennellate capaci di ricomporre l’espressività delle forme.
Laddove l’artista sceglie piccoli fotogrammi, cosciente di vivere in un’era in cui la tecnologia rappresenta un reale mondo parallelo alle discipline tradizionali dell’arte. Una concentrata visione oculare, rigorosamente controllata del particolare, consente di raggiungere inaspettate soluzioni che danno origine una volta ingrandite, ad un immaginario macrocosmo presentato in fermo immagine e ricostruito per la texture. Dunque non più sottratta dai Media, (come per altro abbiamo visto fare nei primi anni Ottanta), ma il frutto di una personale ricerca, condotta con avanzati mezzi, ad un rinnovato ambito di indagine fra arte e scienza.
Partendo da immagini precedentemente dipinte l’artista con la sua idea di “Microarte” che si espande, pone in una linea d’intersezione, tra reale immaginario e apparizioni, una realtà altra: da intendersi conoscitiva di quanto egli intende proporre visivamente. L’attualità della proposta, che vive nella fase di contaminazione, accresce quelle rivisitazioni-elaborazioni e raggiunge stilemi opposti alla distanza dalla pittura basica: verso instabili processi orbitanti, come un meteorite concentrato alla diversione iconografica sul concetto onirico di riconoscibilità. In questo ambito di ripetizione/trasformazione addensano le peculiarità della Webart; con sofisticate sostituzioni giocate sulla suggestione dei colori che accidentalmente rivelano una sorta di condiscendenza strutturale di nuove “macrocromie”. Da quì la radicale tendenza ad estetizzare al massimo le sue citazioni; inconsuete e psichedeliche del colore “innaturale” della stampa, in una sorta di realtà parallela la cui complessità ci appare congrua di infiniti possibili trasformazioni e spostamenti dall’originale “sinopia”.
Francesco Minniti modula paesaggi “immortali” dipingendo non un falso, ma il vero più vero, platealmente nascosto e prelevato in micro-dosi, che trova sul dipinto grazie alla monoculare azione-visione dell’occhio, vigile e attento al ricupero, che da tale frammento parcellizzato visualizza variazioni e versioni aggiornate dalla digitalizzazione. Si perde il confine tra reale e artificiale; quando l’artista inquadra in modo ravvicinato una piccola parte di un’opera già precedentemente dipinta, creando tramite il viraggio digitale, che consente il senso di straneamento, una dimensione spaziale frutto della simulazione, grazie a semplici quanto sofisticate procedure. Imprevedibile l’effetto che innesca l’ampia gamma cromatica dei lavori; fantasticamente mediatizzati in quella che possiamo definire “teoria dei tipi”. In tale prospettiva concettuale emerge il processo di elaborazione formale; ricondotto poi ad una diretta rappresentazione complessa che viene adattata allo spazio fisico della tela, in un panorama di dettagli dove astrazione e riconoscibilità formano un’organismo dalle delicate varianti. Minniti è un regista incantato dello spazio pittorico; sulla verifica delle possibilità che offre una “micro-cellula” ingrandita per lievitare con un moto di espansione tra riverberi e forme ondulate. Lungo quella via di fuga, che è il nostro sguardo l’atto di spostare l’occhio fino al punto giusto in modo da cogliere, fuggevolmente, segni e masse informi che si stagliano mobili e attive, in quei meandri inconoscibili della fantasia sollecitata, provocata, e dunque strenuamente ricercata con perseverante impegno. La presenza di linee curve, trame e grovigli, moduli informi insiste sul filo sottile della placenta foto-pittorica dai rimandi semantici tra metafora e immaginario, e connessione col mondo astrale e mappature astratte/figurali. L’opera così definita è l’estensione fluida della matrice sottoposta allo scavo intellettivo dell’autore, che impone tramite l’azione di pensiero fluido (nerves) infinite alternative che la modalità di intervento suggerisce, con un sensibilismo critico che è il terzo occhio dell’artista. Il punto di partenza originale, dunque, è il quadro - precedentemente dipinto - che unisce la tradizione alla contemporaneità. In questo caso un’idea virtuale della pittura, e del minimo di quantità che si utilizza una volta sottratta chirurgicamente col bisturi digitale, (che è il mouse), generando spostamenti di senso per l’ulteriore visione studiata e precisata in immagine straniante e metafisica.
Il conflitto tra progetto e la sua realizzazione si risolve nella trasformazione/traduzione, tra senso e non-senso dove, ad esempio, un fondale in continuo mutamento, prospettive di un’esplosione cosmica, sopraelevano un non-luogo in virtù di una prima “animazione computerizzata” che diviene, in quel modo, immenso deposito di viraggi virtuali costruiti in chiave digitale sul web. Spesso si tratta di simulare dalla traccia iniziale il rovesciamento/riversamento di metaforici territori che per incanto trasmutano illusorie e iperdefinite immagini informi. Così si apre un mondo intermedio delle idee-immagini; sostanze rarefatte, masse immateriali archetipi della contestuale azione del pennello elettronico, che porta ad un mix iconico-aniconico nel campo aperto alle infinite possibilità che offre il caso. Tutto ciò appartiene di diritto a Francesco Minniti; che giunge ad elevare sul piano percettivo e psicologico, partendo dalla natura originaria di pittore, un suo desiderio (quasi utopico) di ricodificare immagini mentali in quel sistema ulteriormente ri-definito in forma pittorica. Laddove diventa possibile ciò che è impossibile con i mezzi tradizionali del dipingere, pur attingendone iniziali strategie determinate dalla prassi pittorica, entra poi in una dimensione dove il ribaltamento visivo ridispone, con sorpresa, ad una lettura fenomenica della natura. Resta il pensiero che un ipotetico futuro paradossalmente già presente, resti il tema principale per una riflessione concettuale sulla creatività interessando, invece, la ricerca sul piano tecnologico e sulla linea ormai attualissima di progressivo ampliamento del world, che ha trasformato il modo di concepire l’arte, e perciò il modo di affrontare la vita. Il ludico estro creativo, sul filo sottile dell’ironia e dell’esperienza porta Francesco Minniti a svolgere un ruolo proprio e autoriale di identità informatica, fino ad ottenere un lisergico panorama visuale stampando al plotter, con un parallelo avanzamento della tecnica, soglie inaspettate di creatività…- (real-life)
Dino Del Vecchio |
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Scontro idrico
2006 Smalto acrilico e web art cm. 100 x 100 |
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Contaminazione tra pittura e web art |
Una icona primaverile
2002 oil on canvas cm. 70 x 90 |
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Paesaggio incontaminato |
Eroma
2007 Oil on canvas cm. 95 x 95 |
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Contaminazione tra pittura e WebArt |
Distensione
2006 Smalto acrilico e olio su tela cm. 95 x 95 |
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Guardare questa opera per liberare la mente da ogni pensiero per arrivare ad una distensione totale |
Odun infinite
2007 Mixed technique cm. 55 x 55 |
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Materiali utilizzati: Cartone, tela, legno, specchi sintetici, specchi in vetro, vetro, smalti acrilici,terre colorate, trasparente acrilico. |
Lun-Are
2007 Mixed technique cm. 88 x 67 |
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Opera concettuale, Materiali usati: Cartone, tela, specchi sintetici, cera gel, vetro, polistirolo, carta per decupage, smalti acrilici, led luminoso, legno, cera lucida in gel. |
Particolari emozioni
2003 Acrilico e olio su tela cm. 70 x 90 |
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Paesaggio incontaminato dalla civiltà moderna |
Stratos
2007 Tecnica mista cm. 95 x 95 |
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Tecnica mista, materiali usati: tela, legno cartone polistirolo carta per decupage, smalti acrilici, glitter, e-30 effetto acqua |
ERRET
2007 Smalto acrilico e WebArt cm. 80X90 |
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Lavoro di microarte concettuale |
NATURA
2007 Smalto acrilico e WebArt cm. 100X100 |
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Interpretazione digitale di opera di microarte |
SORRISI
2007 Smalto acrilico e WebArt cm. 100X100 |
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Infiniti volti che si intrecciano e sorridono |
STRATI
2007 Smalto acrilico e WebArt su tela cm. 100X100 |
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Interpretazione digitale di opera di microarte |
FLAG
2007 Acrilic snamel and web art cm. 100X100 |
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Several dreaming a world |
EQUATOR
2007 Smalto acrilico e WebArt 95X95 |
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Sognando l'Africa |
ROTAU
2007 Smalto acrilico e WebArt CM. 95X95 |
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Ritorno dall'Africa |
MICRO
2007 Smalto acrilico e WebArt cm. 95X95 |
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Ricerca all'interno della materia |
DRAGO
2007 Smalto acrilico e web art cm. 95X95 |
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SMALTO ACRILICO E WEB ART |
MICROS
2007 Smalto acrilicoe WebArt cm. 95X95 |
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Sognando terre lontane |
MICROM
2007 Smalto acrilico e WebArt cm. 95X95 |
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MIcroarte |
BOCCHE DA SFAMARE
2007 Smalto acrilicoe Web Art cm. 95x95 |
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Pensando a chi non vive |
GIOSTRA
2007 Smalto acrilicoe WebArt cm. 95X95 |
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La giostra della vita che non si ferma mai |
ISIRROS
2007 Smalto acrilicoe WebArt CM. 95X95 |
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SMALTO ACRILICO E WEB ART |
ODNARJG
2007 Acrylic snamel and web art cm.. 95X95 |
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Memory regeneration |
DIVERBIO
2007 Smalto acrilico e web art cm. 95x95 |
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Incomprensioni tra persone che si amano |
QUATTRO STAGIONI
2007 Smalto acrilico e WebArt cm. 95x95 |
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Momenti difficili |
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| 教育程度与个人自传 |
Diploma di Maestro d'Arte Istituto Statale d'Arte Chieti
Diploma di Perfezzionamento in Ceramica Istituto Statale d'Arte - Chieti
Maturità d'Arte Applicata, Istituto Statale d'Arte - Chieti - Italy
Mostre Personali
1998-Milano Galleria Modigliani, 1999-Chieti Art Gallery, 2000-Ferrara Galleria d'Arte Moderna "Alba", 2001-Bologna EuroART, 2002-Pontedera (Pisa) Galleria "Arte & Dintorni", 2003-San RomanoMontopoli Valdarno (Pi)"Caffè La Posta" Curatore Mario Meozzi Galleria "La Tavolozza Pontedera (Pi) Chieti- Università "G.D'Annunzio", Pontedera (Pi) Galleria "La Tavolozza", 2004-Chieti Università "G. D'Annunzio",2005 Chieti Palazzo della Camera di Commercio,Chieti- Biblioteca "Ettore Paratore",Chieti- Caffe Concerto Ud'A, 2006-Chieti Biblioteca "ettore Paratore Università "G. D'Annunzio", Ortona- Galleria "Il Tempio dell'Arte,Chieti- Caffè concerto U'd'A, 2007- Chieti Scalo Euro Arredi, Chieti-Biblioteca "Ettore Paratore" Università "G. D'Annunzio", Pescara- Galleria "Mimawi",Popoli-Taverna Ducale
COLLETTIVE
Milano-Triennale,Chieti- Istituto Statale D'Arte, Firenze- Rassegna Scultori del Legno,1998- Bologna Gran Premio Felsina "LA DOTTA" Secondo Premio Speciale, Sanremo Centro d'Arte e Cultura "La Tavolozza" - Sesto Premio , Roma-Cirals Premio Pietro Gorgolini, Sanremo Sesto Festival Internazionale della Pittura Contempopranea, Sassari- Galleria D'Arte Millennium, 1999- Fontanelle (Parma)Premio Giovannino Guareschi, Pescara-I^ Biennale Nazionale di Pittura "Città di Pescara", 2000-Facoltà di Architettura Università "G.D'Annunzio",Chieti-A.V.I.S.,Firenze- Mostra Itinerante"Arte Positiva" Associazione Centro Storico, 2001-Baselice AGB Centro Culturale Baselice XVI Biennale di Pittura, Pescara- Rassegna di Pittori Facoltà di Architettura Università "G.D'Annunzio",Pescara- Il Fiume e la Memoria5° Premio, Pontedera (Pi) Collettiva per invito 11° Premio Nazionale "Giovanni Gronchi, Premio speciale, Biella (To) Fondo Edotempia- Collettiva di Beneficienza per la Ricerca, Pescara- Premio D'Annunzio - 6° Premio, 2003-Pontedera (Pi) Copllettiva per invito Galleria "La Tavolozza", Pontedera (Pi) Collettiva Per Invito "Pittori del Novecento" Galleria "LKa Tavolozza", Chieti Assisi Russia- Collettiva Itinerante Per Invito "Segni e Colori della Pace"- Galleria il Cerchio Rosso di Ruggero Sicurelli, Mondelieu-Cannes-Francia-Biennale d'Arte Ermitage du Riou-1° Premio, curatore dott. Gerard Angelier, Pontedera (Pi) Collettiva per invito- 12° Premio Nazionale G. Gronchi,Premio speciale,Francavilla al Mare1° Concorso Nazionale di Pittura e Scultura 4à Premio per la sezione scultura,Pontedera (Pi) Collettiva per invito-1^ Rassegna di Arti Visive "Mostra di San Luca", 2004-Tarragona (Spagna)-Taller del Sol, Pontedera (Pi) Colletiva per Invito Galleria "La Tavolozza"
Pescara-Galleria "L'Acquario", Canicattì(Agrigento) Galleria "InternazionalArt" Pescara- Museo Nazionale delle Genti D'Abruzzo, Giulianova (Te)Galleria Ianni, Pontedera (Pi) Collettiva per invito 13° Premio Nazionale di Pittura "Giovanni Gronchi",Pontedera(Pi)Collettiva per invito Gruppo artisti Galleria "La Tavolozza",Pontedera (Pi) Arte Contemporanea,
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| 未来的展览 |
Museo Vittoria Colonna - Pescara Italy
Palazzo Colella Santoro - Pratola Peligna - AQ - Italy
Palazzo della Provincia - Chieti
Galleria "La Tavolozza" Pontedera (PI)
Giulianova Lido (TE)
Mostra Personale "NERVES" (LA FLUIDITA' DEL PENSIERO A CURA DI DINO DEL VECCHIO
ASSOCIAZIONE CULTURALE "L'ALTERNATIVA"
VIA GORIZIA, 1
INAUGURAZIONE 1° GIUGNO 2008
1° GIUGNO 14 GIUGNO 2008
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