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-Henry Moore
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-Jeff Koons
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Roberto Pagnani
 
 
About the Artist

Palafitte
Sembra quasi incredibile che nell’arte contemporanea, che da un lato ha
moltiplicato all’infinito le possibilità espressive, si assista ad una radicale
semplificazione per il mondo in cui gli artisti interpretano la realtà. Da un
lato vi è infatti l’atteggiamento duchampiano, irriverente, provocatorio, il
più delle volte datato e ripetitivo, dall’altro c’è quello più vicino all’idea
della continuità, dell’evoluzione dell’espressione artistica, quello del
tentativo continuo del superamento e della combinazione delle modalità di
costruzione dell’opera d’arte.
Roberto Pagnani appartiene sicuramente a questa seconda categoria di
artisti, attenti a quello che la storia dell’arte ha prodotto nel secolo delle
Avanguardie, all’evoluzione della forma espressiva, alle modalità che
hanno condotto generazioni di artisti a confrontarsi con generazioni di
artisti a confrontarsi con la Pittura. Il Novecento è stato il secolo del rifiuto
della tradizione, della rottura dei Futuristi con il passato, del superamento
del concetto stesso dell’opera d’arte in sé prodotto da Marcel Duchamp,
della ricomposizione dell’universo pittorico giocato sulla sparizione della
figura. Una vera e propria teorizzazione dell’aniconicità, da “Punto-lineasuperficie”
di Kandinskij, allo sviluppo pedagogico della forma nei trattati
di Klee, alla teoria del colore di Itten e Albers. Un universo che poteva
vantare una completa riformulazione della realtà giocata su di una
sensibilità differente, evoluta. Pagnani appartiene a questo mondo
riprogettato, un mondo rigoroso e provocatorio insieme.
In un lavoro apparentemente semplice Pagnani in realtà affronta una
molteplicità di problemi complessi. Dalla libertà nell’uso dei materiali, alla
complementarietà di questi, legni, metalli e residui del mare, già affrontata
storicamente da Schwitters, alla problematica del volume, con la
sovrapposizione dei vari componenti.
L’artista compie la scelta precisa di far scaturire l’opera da una sorta di
memoria atavica e complessa, dove si stratificano coscienza informale e un
gusto alle volte Brut del colore che compare anche nelle sue tele.
Le “Palafitte” sono tecniche miste che derivano dall’accostamento di
diversi materiali: ciò che affiora è un reticolo di metallo che squadra e dà
ordine a uno sfondo che può essere o meno colorato. Queste forme hanno
insieme una natura geometrica e regolare e una sorta di magmatico
appoggio, dalle quali si distaccano completamente. Sotto sabbia e
frammenti di conchiglia, piccole pietre, sopra bitume e bruciature…
L’uomo e la natura sono quindi gli autori delle sue “basi” miste di casuali
ritrovamenti e di interventi dell’artista: ogni materiale usato ha un
significato – spiega l’autore – e così il luogo dove è prodotto.
Le piccole architetture che ne derivano possono essere tanto “palafitte”,
quanto “piattaforme”. Sono dunque costruzioni che appartengono agli
albori o alla stagione più tecnologica dell’umanità, e si somigliano.
In questo modo Pagnani affronta e risolve il problema che si è posto in
principio e ha messo in scena una sorta di periplo fisico e materico che lo
conduce a superare una stagione storica dopo l’altra, dalla cultura del
Ready-made a quella dell’Informale, alla nostra contemporanea confusione
di tecniche sotto il nume della tecnologia.
Quel che ne deriva è una visione silenziosa, è lo sguardo mansueto
dell’uomo moderno che sa guardare il paesaggio nonostante le sue
continue ferite, che riesce ancora a trovarlo “bello”; è anche l’occhio
disincantato dell’uomo tecnologico del futurismo, la nostra prima e fatale
avanguardia, che contempla l’architettura industriale rimanendone
affascinato.
Beatrice Buscaroli Fabbri

 
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Anima e Acciaio

2004
80 x 100 cm

Si tratta di un lavoro sul paesaggio realizzato con materiali provenienti dal paesaggio medesimo.

Paesaggio

2006
40 x 50 cm

Paesaggio realizzato con colori ad olio e spatola dove si accentua la liricità dell'orizzonte urbano.

Nave

2006
110 x 70 cm

Rivisitazione poetica di una nave e del proprio paesaggio

Dievas_Dio

2008
Mix
50 x 90 cm

 
Education and biography
Caro Roberto,
quando a Ravenna l'arte contemporanea era considerata tabù e occuparsene era un rischio manicomio, da casa di tuo Nonno passavano Francesco Arcangeli, Mattia Moreni, Georges Mathieu, ecc. e nelle pareti di casa erano appesi l"Urlo del sole", l'"Albero colpito dal fulmine" oltre a innumerevoli altri quadri di Moreni, di Dova, di Pannaggi, di Mathieu ecc. Come dimenticare poi la sua amicizia con Alberto Martini, storico e critico di prim'ordine uniti da un tragico destino. Né si può scordare l'incoraggiamento verso i giovani artisti che egli profuse con intelligenza e generosità.
Credo sarebbe contento di vedere un nipote che si incammina per l'ardua strada dell'arte, che espone dopo anni di ricerche pittoriche, consapevole di una tradizione del nuovo che ha il suo perno proprio in quegli anni cinquanta e sessanta quando il nostro paese cominciava a scuotersi di dosso il provincialismo di generazioni autarchiche che l'avevano isolato dall'Europa.
Ed è proprio in quegli anni che la tua pittura cerca le sue radici, tra informale e scrittura: rivisitazione in chiave "inquietante" come tu stesso scrivi, dai colori come "macchie plastificate dalla luce".
Tanti auguri dunque per tutte le tue mostre con l'affetto che dimostrano da sempre i romagnoli un po' "matti" nei confronti che corrono avventure.

Ravenna 10/04/02 , Giulio Guberti

ESPOSIZIONI:

San Cesario sul Panaro (Mo) – Villa Boschetti – 1996.
Mantova – Museo Virgiliano – 1998 (a cura di Davide Longfils). “SEGNALATO”
Bologna – Prima Biennale dei Giovani Artisti al Baraccano – 1998.
Vignola (Mo) – Salotto Muratori – 2000.
Ravenna – Galleria La Bottega (testo critico di Giulio Guberti) – 2002.
Catania – Studi Aperti (DARC) – 2002.
Gent (Belgio) – Lineart – 2002.
Bologna – Arena del Sole (Testo critico di Tania Giuga) – 2003.
Fusignano (Ra) – Galleria del Credito – 2003 (a cura di Stefania Vecchi).
Ravenna – A.p.A.I. Casa dell’Arte – 2004.
Ferrara – Galleria La Carmelina – 2004.
Modena – Atelier 104 / Contrada Carteria – 2004.
Kecskemét (Ungheria) – Verànka – 2004. “SEGNALATO”
Vicopisano (Pi) – Rocca del Brunelleschi – 2004 ( a cura del Presidente Club Unesco di Lucca, Prof. Giovanni Ranieri Fascetti).
Lugo (Ra) – Galleria Artepiù – 2005 (a cura di Danilo Montanari).
Bologna – Istituto di Cultura Germanica, Gothe – 2005.
Faenza – Circolo degli Artisti – 2005 (a cura di Lamberto Fabbri, testo critico di Beatrice Buscaroli Fabbri).
Fratta P. (Ro) – Villa Badoer / Topoi – 2005.
Ferrara – Chiostro di San Paolo / Topoi – 2005.
Forlì – Contemporanea – 2005.
Bologna – Salara / DoppioDonna – 2005.
Bologna – Galleria En Sof - 2006.
Cremona – Estemporanea di pittura sulla città di Cremona, “Il cavalletto” – 2006. “PREMIO DELLA CRITICA”
Ravenna – Openstudio 2006 – 2006.
Cervia (Ra) – Sala Artemedia – 2006.
Bentivoglio (Bo) – Officine d’Arte / tE:Ze – 2006 (a cura di Vladimiro Zocca).
Bologna – Libreria Il Portico – 2006/7.
Ozzano E. (Bo) – Spazio Arte – 2007 (a cura del Prof. Franchino Falsetti).
Bologna – Centro Culturale Nuovamente – 2007 (a cura del Prof. Franchino Falsetti).
Roma – Avant Gard Retro – Galleria AOC F58 – 2007 (a cura di Marina Zatta).
Pechino – “Colori e immagini dall’Italia” al Beijing World Art Museum – 2007 (a cura di Pamela Cento).
Lugo (RA) – “Domus con Vista”, Casa Rossini – 2007 (a cura di Stefania Vecchi, testo critico di Maria Chiara Zarabini).
New York – I.10, Onishi Gallery and Italian Cultural Institute of New York – 2007 (a cura dell’Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Roma).
Roma – Gloss – 2007 (a cura di Marina Zatta).
Bologna – Festival delle Arti 2007 – 2007 (a cura di Andrea Mingardi). “FINALISTA e SEGNALATO”
Forlì - Punto Einaudi - "La collana bianca si colora" - 2008
Roma - Galleria Vista arte e comunicazione- "Colore"- 2008.
Toronto (Canada) - Camera di commercio - 2008.
Pieve di Cento (BO) - Museo MAGI '900, Concorso di pittura 2008 (SEGNALATO).
Bagnacavallo (RA) - Incisori italiani OGGI, Museo delle Cappuccine, Gabinetto delle Stampe - 2008.


 
Future shows
"CASADICOSE" - venerdì 27 febbraio Teatro Rasi ore 18 - Inaugurazione
(mostra aperta fino a venerdì 27 marzo).
Opere di Roberto Pagnani e Mauro Bendandi, a cura di Viola Giacometti. Due artisti ravennati presentano una nuova serie di opere nata da un'indagine pittorica comune dedicata al tema degli oggetti domestici, ai loro luoghi e alle loro possibilità formali. Tela, legno e lamiera per studiare queste presenze silenziose e discrete negli interni del nostro quotidiano (catalogo Libri Aparte).
 
Website:  www.robertopagnani.org
 
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